Normativa UNI EN 124-2:2015: la regolamentazione sui chiusini

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La nuova edizione della norma UNI EN 124 “Dispositivi di coronamento e di chiusura dei pozzetti stradali” colma alcune lacune della precedente normativa in materia di chiusini, introducendo riferimenti ai nuovi materiali che sono recentemente apparsi sul mercato, e nuove prove ritenute utili al fine di garantire la sicurezza di persone e mezzi.

Chiusino ELASTIK

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Il 31 marzo 2017 è terminato il periodo di transizione (coesistenza tra le due norme vecchia e nuova); ciò comporta che tutti i chiusini e le caditoie in ghisa sferoidale prodotti successivamente a quella data dovranno essere conformi alla nuova norma UNI EN 124-2:2015.

L’edizione 2015 è stata suddivisa in sei parti: la parte 1, di carattere generale, definisce le classi di carrabilità, i principi di progettazione e i requisiti prestazionali dei chiusini che risultano comuni a tutte le altre parti della norma, a differenza delle sezioni dedicate ai requisiti prestazionali dei prodotti realizzati con specifici materiali: ghisa nella parte 2, acciaio e lega di alluminio nella parte 3, calcestruzzo armato nella parte 4, materiali compositi nella parte 5 e, infine, polipropilene (PP), polietilene (PE) o polivinilcloruro (PVC-U) nella parte 6.

Gli elementi principali integrati alla versione precedente sono:

  • La definizione di “dispositivo di vincolo” e “accessorio di blocco”
    • Vengono definiti i sistemi di chiusura con i quali può essere realizzato il fissaggio del coperchio al telaio: viti e bulloni, barre elastiche, oppure con una sufficiente massa per unità di area, o infine sistemi di vincolo alternativi (cerniere, coperchi multipli incernierati). Un’ulteriore novità in merito è la verifica del fissaggio attraverso una prova di pull out, definita nell’annex E della norma EN 124-1.
  • Il grado di resistenza allo scivolamento
    • La norma del 1995 già definiva le caratteristiche della superficie superiore del prodotto, indicando le altezze minime e le dimensioni dell’area dei motivi in rilievo. La nuova norma stabilisce che se lo strato superficiale è in calcestruzzo non lucidato si può definire resistente allo scivolamento senza eseguire alcun tipo di prova, negli altri casi la resistenza allo scivolamento (skid resistance) dovrà essere misurata con la prova del pendolo e il valore non potrà essere inferiore a 35 USRV.
  • La prova di inclinazione (tilt test)
    • Una ulteriore prova non presente nella precedente edizione della norma è quella dell’inclinazione, il cosiddetto Tilt Test, che verifica la planarità del coperchio nella propria sede. Tuttavia spesso i problemi di rumorosità non derivano dall’imperfetta planarità del coperchio, ma dai metodi di installazione o manutenzione del chiusino stesso: per questo l’appendice F della norma EN 124-1 è dedicata alle raccomandazioni per l’installazione.
  • Le indicazioni e raccomandazioni di installazione
  • L’annex ZA, ovvero l’introduzione del concetto di marcatura CE
    • La EN 124:2015 introduce non solo innovazioni di tipo tecnico, ma anche novità nell’approccio legislativo La parte dedicata alla marcatura CE, l’annex ZA, non rende di fatto il prodotto marcabile CE, ma significa che ha le carte in regola per essere armonizzato all’interno di un regolamento comunitario, nel caso specifico il Regolamento 305/2011 per i prodotti da costruzione (CPR). Per il momento è sufficiente sapere che la marcatura CE su questi prodotti non è applicabile fintanto che la norma non sarà citata all’interno dell’Official Journal dell’Unione Europea, la GUCE.

Chiusini e caditoie in ghisa sferoidale

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2017-11-19T10:20:11+00:00 12 settembre 2017|Categorie: News, Normative, Prodotti|Tags: , , , , |